Green Economy per il locale: nascono le smart community

07 mag Green Economy per il locale: nascono le smart community

Efficienza energetica: Possibile recuperare oltre 22 Miliardi di euro all’anno tra industria e residenziale. Arriva la Green Economy applicata a livello locale: nascono le Smart Community. Green technology verso la Grid Parity: per le imprese possibile recuperareanche il 50% delle risorse, competitività e ridurre impatti sul clima delle emissioni di CO2.

“Questi obiettivi possono essere raggiunti solo implementando le politiche nazionali e regionali favorevoli alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica” ha commentato Giovanni Tordi, Amministratore Delegato di Officinae Verdi, la Energy Environment Company nata dalla joint venture UniCredit – WWF Italia, nell’ambito del convegno “I cambiamenti climatici alla sfida della sostenibilità” organizzato oggi dal Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss e dal Centro Euro – Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Sebastiano Maffettone, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli, conferma l’esigenza del mondo accademico di rispondere a queste richieste del mercato: “Il Dipartimento di Scienze Politiche alla Luiss – venendo anche incontro alle richieste degli studenti – offre grande rilievo ai temi della sostenibilità. Abbiamo promosso tre corsi obbligatori in materia e alcuni liberi che riguardano l’etica, l’economia e le risorse fisiche. Teniamo anche ai temi applicati – come quelli di oggi – e alle nuove possibilità occupazionali legate alla green economy”.

Riccardo Valentini, Direttore della divisione Impatti del Clima del CMCC e consigliere regionale del gruppo “per il Lazio” sottolinea l’urgenza di affrontare il tema energetico e dello sviluppo sostenibile al fine della stabilizzazione del riscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2°C: “Gli attuali scenari globali di emissione ci stanno portando sulla traiettoria di riscaldamento di 4-6 °C con effetti devastanti sugli ecosistemi e la nostra vita quotidiana. Dobbiamo pervenire entro il 2015 ad un accordo globale sulla riduzione delle emissioni, che ci porti a ridurre di circa 17Gt CO2 nel 2020 e successivamente fino al 60% in meno rispetto al 2010, a partire dal 2050. Si tratta di uno sforzo possibile se c’è determinazione nel perseguire la via delle rinnovabili, il risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile. La Regione Lazio, con il presidente Zingaretti e la nuova giunta – continua Valentini – è fortemente determinata a percorrere questa strada, a partire dalle comunità locali, l’investimento sull’innovazione e le nuove tecnologie”. Nel nostro Paese la domanda di energia primaria, pari a 184,2 Mtep nel 2011, è stata soddisfatta per l’87% da combustibili fossili (fonte Enea), che al 2011 hanno ricevuto incentivi per 1,6 miliardi di euro (dati Ocse), ma secondo altre stime, tra incentivi diretti e indiretti, alle fossili sarebbero stati destinati 9,11 miliardi di euro. Solo il 13% dei consumi finali lordi di energia, pari a 24,5 Mtep, provengono invece da fonti rinnovabili. Mentre l’obiettivo al 2020 è, per l’Italia, arrivare al 17% dei consumi finali di energia da fonti rinnovabili (31,1 Mtep). Dei 64,4 miliardi di euro della bolletta energetica 2012, ben il 40% è attribuibile alle imprese e il 23% al residenziale (fonte Unione Petrolifera). Secondo un’elaborazione Officinae Verdi su stime Confindustria per il periodo 2010-2020, c’è un potenziale di circa 22,1 miliardi di euro di recupero di efficienza energetica all’anno, con 8,2 miliardi di euro per le imprese e 12  miliardi per il residenziale.
In questo quadro, il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica attribuisce all’industria il 16% dei risparmi energetici attesi al 2020. “Già oggi – ha spiegato Tordi – sono disponibili tecnologie che permettono alle imprese di tagliare i costi per l’energia, come i Sistemi Fotovoltaici in Grid Parity, sostenibili economicamente in assenza di incentivi statali. Grazie ad un livello che supera il 75% di autoconsumo, il costo di produzione dell’energia elettrica arriva ad essere inferiore agli 0,09€/kWh, contro gli 0,18€/kWh a cui mediamente ammonta il costo di produzione da fonti fossili. L’energia prodotta e non consumata viene ceduta alla rete elettrica e remunerata in regime di scambio sul posto. Il che significa che ad esempio un’impresa manifatturiera con una bolletta energetica di 200.000€/annui andrebbe a risparmiare circa il 50%. Un recupero di competitività notevole che si riverbera sul prodotto finale.

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